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«Il Nuovo Corriere dei Costruttori»
maggio 1999

www.aeroportobrescia.it
IL NUOVO AEROPORTO DI BRESCIA MONTICHIARI “GABRIELE D’ANNUNZIO”

In occasione della recente inaugurazione del nuovo aeroporto di Brescia, alla presenza del Primo Ministro Massimo D’Alema, si è parlato di “miracolo”.
La realizzazione dell’opera ha richiesto alla Baldassini Tognozzi s.p.a. (che ha vinto l’appalto in concorrenza con altre sette importanti imprese edili italiane) uno sforzo titanico. In poco più di sette mesi l’aeroscalo del capoluogo lombardo è stato completamente rinnovato.
I lavori iniziati il 20 luglio 1998 sono stati infatti puntualmente consegnati il 26 febbraio scorso, a fronte di un appalto di 41 miliardi di lire, e sotto la pressione delle fortissime penali che sarebbero scattate in caso di ritardata consegna. Per la Baldassini Tognozzi l’opera segue di pochi mesi la ristrutturazione dell’aeroporto di Pisa “Galileo Galilei” e precede la realizzazione della nuova sede dell’Ikea, vicino l’aeroscalo di Firenze Peretola.
Totalmente rifatte la pista (l’unica nel Norditalia che, insieme alla Malpensa, è in grado di ospitare i giganteschi Jumbo), l’area di rullaggio, l’aerostazione passeggeri, la caserma dei Vigili del Fuoco con il pronto soccorso, la torre di controllo, gli impianti per il volo strumentale, la zona depuratori, nonché la viabilità interna ed esterna, con un’area parcheggio di 48 mila mq.
Comprensibile la soddisfazione del presidente dell’impresa, Riccardo Fusi e del consigliere Alberto Monaco che ha guidato la squadra di 130 addetti impegnati nei lavori.
Si è così concluso il più recente capitolo di uno scalo che vanta un’antica tradizione nella storia della navigazione aerea civile e militare italiana.
Già nel 1909, l’aerodromo della “Fascia d’Oro” della brughiera di Montichiari, con un’avveniristica struttura completa di hangar, officine, tribune, recinzioni ed attrezzature, ospita il primo Circuito Aereo di Brescia.
La prima e guerra mondiale aumenta gradualmente l’importanza dei campi di volo, con la nascita di nuove strutture e il potenziamento di quelle esistenti.
Durante la seconda guerra i tedeschi costruiscono a Montichiari un vero e proprio piccolo aeroporto militare che viene in seguito occupato dagli americani.
Alla fine del conflitto gli Stati Uniti ne lasciano la gestione al Demanio Militare Aeronautico, che ne migliora le attrezzature, soprattutto ricettive, in vista dell’impiego di reparti della ricostruita Aeronautica Militare in seno alla Nato.
In seguito Montichiari diviene sede di un reparto missilistico tattico, per poi assumere un ruolo prevalentemente legato alla didattica, con un polo dislocato all’esterno del sistema aeroportuale vero e proprio.
Sede anche del locale Aero Club, la struttura di Montichiari vede nel tempo parziali interventi di ristrutturazione e adattamento.
Nel 1993 la Regione Lombardia approva uno studio dal titolo “Sviluppo del trasporto aereo minore in Lombardia”, che prevede per l’Aeroporto di Brescia Montichiari lo sviluppo del collegamento di III livello a integrazione delle funzioni e delle strutture di I e II livello.
Le ultime vicende vedono la sottoscrizione di un protocollo col fine “di porre in essere tutte le azioni necessarie all’apertura del traffico aereo civile dell’Aeroporto di Montichiari” e, nel giugno ’98, l’assegnazione del sedime di Montichiari alla “Valerio Catullo” S.p.A. (società di gestione dell’omonimo aeroporto veronese) fino alla realizzazione della nuova struttura.
L’interesse suscitato dal nuovo scalo aereo e la rapidità con cui le recenti decisioni sono state prese e messe in atto vanno forse lette nel quadro di un più ampio sistema infrastrutturale ed economico.
L’aeroporto di Brescia Montichiari sorge infatti a circa 15 Km a sud-est di Brescia, nella località di Montichiari e Ghedi, a est dell’intersezione tra le autostrade A4 Milano Venezia (da cui è raggiungibile in soli 6 minuti) e A21 Piacenza Brescia, che attraversa a Ovest tutta la provincia Bresciana. E’ a poca distanza dalla linea ferroviaria Parma Brescia (stazione di Ghedi) e si trova a 52 Km (circa 40 minuti in auto) dall’aeroporto di Verona Villafranca.
Tra le principali città che ricadono in un potenziale bacino di utenza dell’aeroporto troviamo Bergamo (20 Km), Mantova (46 Km), Cremona (46 Km), Crema (63 Km). Ma la posizione baricentrica rispetto a città come Mantova, Milano, Bergamo, Trento e Verona, enfatizzata da una fitta rete di collegamenti stradali, autostradali e ferroviari fa supporre che il suo campo gravitazionale possa agire su un territorio ben più vasto delle tre province direttamente interessate.
Come è noto inoltre, sotto il profilo industriale Brescia è la terza provincia d’Italia, dopo Milano e Torino. Mentre da un punto di vista turistico vanno considerati i laghi di Garda, di Iseo, di Idro, le stazioni montane di Adamello, Aprica, Ponte di Legno, Tonale, Madonna di Campiglio e varie stazioni termali come Boario Terme e Vallio.
I sofisticati sistemi di controllo e sicurezza adottati, consentono di includere l’aeroporto di Brescia Montichiari tra gli scali tecnologicamente più avanzati d’Europa, mentre l’attuale potenzialità di transito di un milione di viaggiatori l’anno è destinata a crescere, grazie a un sedime aeroportuale che in futuro consentirà di raddoppiarne la grandezza.
Le scelte tipologiche e strutturali sono state impostate dovendo considerare un’imprescindibile economicità di costruzione, la facilità ed economicità di manutenzione, la resistenza all’usura, un buon livello di comfort, l’assoluta idoneità ai criteri di sicurezza vigenti, l’ottemperanza alle leggi sul risparmio energetico e la rapidità di esecuzione. Il tutto all’interno di un quadro di criteri tali da soddisfare le esigenze di una moderna aerostazione.
La relazione di progetto chiarisce che per l’immagine architettonica si è intenzionalmente evitato qualsiasi preziosismo, individuando un’architettura sobria ma nello stesso tempo di impatto coerente con la tipologia dell’opera e dello scenario circostante.
Il corpo di fabbrica dell’aerostazione passeggeri è costituito in sostanza da un parallelepipedo con una base di circa 130x45 m e un altezza, all’intradosso della copertura, di circa 5 m. Solo una parte del volume si alza per ospitare aree operative, uffici per enti di stato, società di gestione, compagnie aeree, nonché aree di servizio per i passeggeri e zone per impianti tecnici. La soluzione proposta, che consente un facile ampliamento dell’edificio su entrambe le testate, potrà in futuro prevedere ambienti sotterranei e al primo piano, nelle eventuali zone di estensione lasciate libere da interferenze.
Il lato nord-est affaccia verso il piazzale di sosta degli aeromobili, ed è caratterizzato da un bow-window racchiuso da un portale (insieme alle specchiature degli uffici del primo piano). Il prospetto sud-ovest guarda verso il parcheggio esterno e l’area di accesso all’aeroporto. L’edificio è in parte protetto da ampie pensiline (20 m sulla zona bagagli in partenza e 10 m sulla testata nord-ovest).
Il flusso passeggeri in arrivo e in partenza è completamente separato.

Tutti i serramenti esterni sono in alluminio. Le superfici trasparenti sono state progettate in modo da ottenere il massimo comfort all’interno dell’aerostazione, sia dal punto di vista termico che acustico. Le vetrate termocamera adottate hanno infatti un fattore solare 73%, una trasmittanza termica K=3.0 w/mq h °C, una capacità di abbattimento acustico di 38dB a 500 Hz e sopportano una spinta del vento di 100 Km/h.
Le superfici opache di tamponamento esterno sono costituite da pannelli in C.A.V. prefabbricati, con finitura in graniglia di marmo levigata e lucidata.
La struttura portante è formata da un reticolo di maglie di notevoli dimensioni, caratterizzate da fondazioni con plinti isolati e bicchieri prefabbricati, pilastri in C.A.V., travi in c.a.p. lungo il lato longitudinale e tegoli TT in c.a.p. posti trasversalmente.
Anche la caserma dei Vigili del Fuoco e la centrale tecnologica sono costituite da semplici fabbricati rettangolari ad un solo piano (eccezion fatta per la parte di caserma destinata alle camerate che si estende al primo piano), rispettivamente di 26x43 m e di 20x31 m.
Complessivamente anche il profilo architettonico ben esprime la solidità degli obiettivi del progetto e il pragmatismo vincente con cui è stata portata a compimento l’opera che, con tempi sorprendentemente rapidi, è diventata un nodo di assoluto rilevo all’interno della rete di comunicazioni aeree nazionali e internazionali.